I dati ISTAT di febbraio 2026 certificano una netta accelerazione del commercio elettronico all’interno di un quadro macroeconomico ancora caratterizzato da debolezza strutturale dei consumi fisici. Le vendite online registrano un incremento tendenziale dell’8,3%, segnando lo scostamento positivo più ampio tra tutte le forme distributive monitorate.

La forbice con il retail tradizionale appare marcata. La grande distribuzione si attesta a un +1,9% su base annua. Le vendite al di fuori dei negozi segnano un +1,2%. Le imprese operanti su piccole superfici evidenziano una crescita marginale dello 0,5%.
Il mercato retail nel suo complesso continua a mostrare una profonda discrepanza tra fatturati e quantità fisiche scambiate. Su base tendenziale, le vendite totali crescono dell’1,6% in valore, subendo contestualmente una flessione dello 0,1% in volume.

La contrazione delle quantità acquistate è determinata interamente dal comparto alimentare. Gli incassi del settore segnano un +1,8%, ma i volumi reali scendono dello 0,5%. Il ridimensionamento del carrello della spesa conferma la perdurante pressione inflattiva sui beni di prima necessità e la conseguente erosione del potere d’acquisto delle famiglie
Una dinamica di tenuta caratterizza i beni non alimentari. Il segmento chiude il mese di febbraio in territorio positivo sia a valore (+1,4%) sia a volume (+0,2%).
All’interno di questo comparto, l’elettronica di consumo si posiziona come traino principale del mercato. Il gruppo “Elettrodomestici, radio, tv e registratori” spicca con una variazione tendenziale del +5,6%. Tutti i raggruppamenti merceologici non alimentari riportano tassi positivi, con l’eccezione isolata di “Calzature, articoli in cuoio e da viaggio”, in lieve flessione (-0,2%).
La performance dell’8,3% registrata dal commercio elettronico consolida il ruolo del canale digitale nelle attuali abitudini di spesa. A fronte di volumi fisici stagnanti e di una forte sensibilità al prezzo nel food, la domanda si riposiziona online per l’acquisto di beni durevoli e semi-durevoli. Il canale web funge da strumento di ottimizzazione dei budget familiari, assorbendo la spesa indirizzata verso settori merceologici ad alto valore aggiunto.
